Tecnologie e umanizzazione: la Sanità del futuro secondo ASSD e AIIC
Dal convegno nazionale AIIC, la sessione congiunta che mette al centro innovazione, dati e cura
Napoli, 15 giugno 2025 – Innovazione tecnologica, centralità del dato e un rinnovato impegno verso l’umanizzazione dei percorsi di cura: questi i temi al centro della sessione congiunta “Nuove tecnologie per la Sanità del futuro”, promossa da ASSD e AIIC nell’ambito del Convegno Nazionale AIIC 2025.
Moderata da Emilio Chiarolla (Direttivo AIIC) e Marisa De Rosa (Direttivo ASSD), la sessione ha offerto un dibattito articolato che ha coinvolto clinici, dirigenti sanitari, ricercatori, rappresentanti dell’industria farmaceutica, finanziaria e tecnologica. Un’occasione per fotografare le trasformazioni in corso nel sistema salute e riflettere sul ruolo delle nuove tecnologie nel migliorare i processi di cura senza dimenticare il valore del rapporto umano con il paziente.
L’incontro si è aperto con gli interventi di Umberto Nocco, Presidente AIIC e Laura Patrucco, Presidente ASSD, che hanno ribadito l’importanza della sinergia tra ingegneria clinica e terzo settore per una sanità digitale più inclusiva ed efficace.
Umanizzazione e tecnologie: percorsi che si intrecciano
Il primo intervento a cura di Paolo Petralia, Direttore Generale dell’ASL 4 del Servizio Sanitario Regionale Ligure e Vicepresidente di FIASO, che ha ribadito l’importanza di modelli organizzativi basati su integrazione, etica e sostenibilità. Petralia ha introdotto il concetto di Human Care, una visione dell’assistenza che valorizza la relazione umana accanto all’innovazione digitale: “Serve un’algoretica, una dimensione etica nella tecnologia sanitaria”.
A seguire, Anna Crescenzi, Professoressa presso l’Università La Sapienza di Roma e specialista in Anatomia Patologica, ha presentato il modello dell’Osservatorio Italiano ITCO, dove Digital Pathology e High Performance Computing (HPC) si integrano per ottimizzare diagnosi e prognosi nel tumore della tiroide. Un progetto nato grazie alla rete di ASSD che dimostra le potenzialità di un approccio condiviso all’innovazione.
L’intelligenza artificiale tra ricerca e cura
Diana Ferro, responsabile dell’Unità di Ricerca in Medicina Predittiva e Preventiva presso l’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù IRCCS di Roma e membro del board della Società Italiana di Intelligenza Artificiale in Medicina, ha esplorato il ruolo dell’AI nella ricerca clinica. Ferro ha sottolineato la necessità di validazione, formazione e “Proof of Value” nei progetti innovativi, insistendo sull’integrazione tra intelligenza artificiale ed Evidence-Based Medicine per garantire benefici concreti e misurabili per i pazienti e per l’organizzazione.
Tavola rotonda: scenari per l’innovazione sostenibile
Nella tavola rotonda conclusiva, Elena Sini, Presidente dello HIMSS Europe Governing Council e fondatrice della HIMSS Italian Community, ha ribadito che la tecnologia deve essere considerata un mezzo, e non un fine: sono i dati a produrre valore reale e a guidare le trasformazioni nel sistema salute. Ha sottolineato l’importanza di costruire ecosistemi digitali in grado di trasformare l’informazione in leva strategica.
Roberto Triola, Capo Area Trasformazione Digitale di Farmindustria, ha illustrato il ruolo crescente dell’industria farmaceutica nella sanità digitale, proponendo il modello delle “4P” – Paziente, Pianeta, Persone, Prosperità – e sottolineando l’urgenza di sviluppare politiche chiare per l’utilizzo secondario dei dati sanitari.
Dal mondo della finanza, Sofia D’Alessandro, Head of Index & Market Data di Intesa Sanpaolo e membro del Chapter italiano di DAMA (Data Management Association), ha evidenziato come anche il settore finanziario stia affrontando una rivoluzione guidata dai dati. Per la sanità, ha detto, è prioritario sviluppare una cultura del dato condivisa, in grado di valorizzare e far circolare le informazioni in modo sicuro ed efficace.
Infine, Guido Fabbri, Direttore Generale di GEOsmartcampus e membro del Direttivo ASSD, ha illustrato l’applicazione concreta del modello Digital Twin alla gestione sanitaria, portando l’esempio virtuoso della Regione Campania, che utilizza un gemello digitale per il monitoraggio in tempo reale dei posti letto ospedalieri. Secondo Fabbri, queste tecnologie rappresentano una leva concreta per garantire efficienza operativa e sostenibilità nel lungo periodo.
Una sessione ricca di contenuti e visioni, che ha restituito un messaggio chiaro: l’innovazione sanitaria non è solo questione di tecnologia, ma di governance, cultura del dato e centralità della persona. La sanità del futuro sarà inevitabilmente digitale — e grazie all’impegno di realtà come ASSD — ci auguriamo possa essere anche autenticamente umana.







